Data: 05/03/2009  

 

GRATTA E VINCI: CONCESSIONE IN SCADENZA, IN CORSA OPERATORI ANCHE ESTERI


E' aperta la corsa al business miliardario del Gratta e Vinci. Il 31 maggio 2010 scadrà l'affidamento in concessione a Lottomatica della ricca torta delle lotterie nazionali che, solo lo scorso anno, ha registrato una raccolta record di circa 9,3 miliardi di euro, originata pressoché totalmente dal “gratta e vinci”. Quasi una manovra finanziaria.

Un fiume in piena di soldi, che ha imbottito di ricavi e profitti Lottomatica, tanto che addirittura la Corte dei conti vuole vederci chiaro e il 26 giugno 2008, passando in giudizio il rendiconto generale, ha segnalato l'accentuarsi del divario tra compenso del concessionario e utile dello Stato.

La segnalazione arriva da "Il Salvagente", che nel luglio scorso ha condotto un'inchiesta sui tagliandi sempre più di moda tra gli italiani, evidenziando come le percentuali di incasso variano per ogni tipo di gioco, ma non sono facilmente reperibili per il consumatore. D'altronde, l'azienda lavora in monopolio: non ha alcuna necessità di fornire eccessive spiegazioni sulle caratteristiche dei giochi, né di dimostrare che i suoi biglietti sono più fortunati di quelli di un concorrente.

Per risolvere l'inghippo basterebbe riaprire i giochi, fatto per il quale la concorrenza farebbe lievitare le giocate. E di conseguenza anche gli introiti per lo Stato che, si stima, potrebbero passare dagli attuali 1,7 miliardi di euro a circa 2,3 miliardi: ossia circa 500 milioni di euro di introiti in più per le casse dell’erario italiano.

Tra i molti operatori interessati alla gara, pare siano presenti anche protagonisti internazionali come il gruppo multinazionale Atlantis World, l'operatore inglese Camelot e quello greco Intralot. Viste le pressioni del mercato, la selezione di più concessionari non potrebbe che essere accolta con favore. E a guadagnarci, oltre ai giocatori, potrebbe essere soprattutto lo Stato, che verosimilmente spunterebbe un corrispettivo per i concessionari inferiore a quello attuale, e si metterebbe al riparo dai ricorsi, soprattutto in sede europea, dei grandi operatori interessati all'ingresso del comparto.

Una gara appare ormai necessaria anche per garantire la trasparenza di un mercato che, in questi anni, ha subito modifiche sostanziali. L’attuale concessione, infatti, ha avuto inizio nel 2004, quando la restituzione in premi sugli incassi totali era del 40% e il prezzo massimo per singolo biglietto era di 5 €. Oggi tutti questi elementi sono stati profondamente modificati. Il costo massimo attuale di un biglietto “gratta e vinci”, infatti, è stato fissato a 10 € e proprio questo tipo di tagliando rappresenta la quota più significativa delle vendite. Inoltre, la quota destinata alla restituzione dei premi è arrivata fino al 70% degli incassi totali. Tutti questi fattori hanno contribuito significativamente ad incrementare le vendite, e conseguentemente i ricavi e i profitti di Lottomatica.

Ma il tempo stringe, perché il bando per la nuova concessione del “gratta e vinci” deve essere emanato entro aprile 2009 per poter realizzare una gara in tempo utile, per evitare una sicura infrazione alle norme comunitarie sulla concorrenza ma, soprattutto, per non perdere un'occasione miliardaria per le casse dello Stato.

In caso di proroga dell'attuale concessione, invece, Lottomatica festeggerebbe con ostriche e champagne, mentre Giulio Tremonti rimarebbe a stecchetto.