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Data: 07/03/2008 BOCCIATE MINA E CARRÀ: ORA LE ICONE GAY SONO GLI SPORTIVI
Bocciate Mina e Carrà: troppo vecchie e troppo caricaturali, non rappresentano più l’immaginario gay. I gusti del popolo omosessuale sono decisamente maturati. Forse non è un caso che in Inghilterra il “Gay Tymes” abbia proclamato massima icona gay il rugbista Ben Cohen. Infatti, secondo uno studio condotto su un panel di 500 gay scelti tra i professionisti che operano nel mondo della moda, pubblicità, ma, anche operai e bancari, risulta che le icone classiche dell’universo gay hanno lasciato spazio agli sportivi con un cambio a 360°. Irrompono nell’immaginario queer gli sportivi, per lo più etero, che poco hanno a che fare con la classica icona omosessuale. Nella speciale classifica troviamo a sorpresa ben 5 sportivi a discapito di attori, cantanti e personaggi della moda. Al primo posto il calciatore campione del mondo Fabio Cannavaro con il 18% delle preferenze: evidentemente il suo look partenopeo, i suoi occhi azzurro mare, il sorriso luminoso e sfacciato da scugnizzo irriverente lo rendono irresistibile al pubblico gay. Secondo classificato il pallavolista Luigi Mastrangelo, già eletto recentemente nuovo sex symbol delle donne italiane, che anche il 16% degli intervistati omosex definisce un “bronzo di Riace” che trasuda virilità dirompente e che incarna alla perfezione l’icona del maschio mediterraneo, bello e deciso. Sul terzo gradino sale invece Marco Bortolami (13%) il rugbista azzurro dal fascino ambivalente: rude come il suo sport, ma con la faccia da ragazzo pulito e corretto. Al quarto troviamo Ambra Angiolini (11%), seguita dal calciatore Massimo Ambrosini (9%). Al sesto posto un altro calciatore, il romanista Daniele De Rossi (8%). Il suo essere tanto bravo ragazzo nella vita di tutti i giorni, quanto grintoso e duro in campo, incarna alla perfezione l’iconografia pasoliniana del ragazzo di borgata. A seguire Anna Tatangelo (7%): la cantante, al centro di una recente polemica per una canzone sugli omosessuali presentata al Festival di Sanremo, ha più volte evidenziato i pregiudizi e le battute che prendono di mira, soprattutto in provincia, gli omosessuali. Nel suo brano, infatti, si racconta di una ragazza sensibile che soffre per una battuta offensiva rivolta in piazza al suo amico gay. In fondo alla classifica troviamo la frizzante e irriverente Victoria Cabello (5%) e Gabriel Garko (4%) che, oltre ad aver interpretato il ruolo di un omosessuale malato di HIV nel film “Le fate ignoranti”, è un idolo dai gay sin dal 2001 quando, novello Dirk Bogarde, ha incarnato la parte di un ufficiale nazista nel film di Tinto Brass “Senso ‘45”. Buone ultime Paola e Chiara (2%), “sorelline fetish” della canzone nostrana. Luigi Mastrangelo, contattato telefonicamente, ammette: “Non sono sorpreso. Quando cammino per strada, noto che ci sono ragazzi che mi guardano e la cosa non mi dispiace. Ho amici gay e mi dicono che gli omosessuali impazziscono per il mio fisico e per la grinta che ho. Sembra che il mio aspetto un po’ rude alla fine piaccia anche agli uomini”. Interrogate sui sorprendenti risultati dell’indagine, alcune importanti personalità del mondo omosessuale italiano hanno espresso il loro parere sull’inversione di tendenza dei gusti dei gay italiani. L’On. Franco Grillini sottolinea: “Le donne cantanti erano molto apprezzate dai gay, ma già allora questo era un modello sbagliato. Non esiste un gay standard. Trovo che ci sia un cambiamento positivo: si supera un certo stereotipo folcloristico e si riportano i gusti ad un livello più realistico. Uno sportivo, ad esempio, è desiderato un po’ da tutti perché bello e ricco e perché rappresenta una vera e propria rivoluzione del costume”. Per l’On Vladimir Luxuria “cambiano le generazioni e con loro i gusti e i punti di riferimento. Sono contento di questa inversione di tendenza, soprattutto perché vuol dire che c’è un amore per lo sport”. “In realtà, -continua Luxuria- in passato le icone si sono sempre distinte tra cantanti, attrici e figure femminili anticonformiste. Nell’immaginario erotico omosessuale c’è il mito degli sportivi, il culto per la bellezza maschile, per l’appeal e per l’irraggiungibilità. Il fatto che molti di loro siano eterosessuali sancisce la sacralità dell’icona: aspirare, ma non toccare…”. Ma che cosa deve incarnare un’icona gay al giorno d’oggi? Nell’indagine il campione interpellato dà alcune definizioni di ciò che si può realmente intendere quale icona gay: deve essere paragonabile a un “oggetto del desiderio” bunueliano per il 32%, un “eterosessuale” che piace ai gay (23%), “personalità che meglio interpreta i sentimenti e i gusti” del mondo gay (21%), “un simbolo dell’estetica gay” (9%) e, infine, “un pasionario del mondo omosessuale” (3%). Cosa incarnavano invece le icone nel passato tra cui, spesso, figuravano donne del mondo dello spettacolo? Senza dubbio, nel passato, tutte le personalità più rappresentative, quelle diventate icone per il mondo omosex, incarnavano il valore dell’emancipazione (38%). Un’emancipazione, sociale e morale, rispetto a quei valori condivisi dalla società che cominciavano a vacillare. Altro valore veicolato da questi personaggi era poi la trasgressione, su cui concorda il 27% del campione, una ventata di novità nei modi e nelle mode condivisa in toto dal mondo gay e lesbo. E la conseguente popolarità mediatica di questi personaggi spesso li portava automaticamente ad essere dei “portatori” di tendenze (19%) e ad essere visti e vissuti come veri e propri modelli di comportamento (14%). Quali invece le più rappresentative icone gay del passato? Per la gran parte degli intervistati la più rappresentativa è la regina indiscussa della televisione italiana a cavallo tra gli anni 80 e 90, Raffaella Carrà, votata dal 24% del campione e seguita a ruota dal mito indiscusso della canzone italiana, la rossa Tigre di Cremona, Mina, eletta a icona dal 22% degli intervistati. Chiude il podio, infine, Renato Zero (18%) un altro mito della canzone italiana, l’unico in grado di avere un vero e proprio manipolo di seguaci tra i fan, “i sorcini”, che lo seguivano e continuano a seguirlo nelle sue performance. |