Data:  07/10/2001


TV: PER SPONSOR BISOGNA ELIMINARE VOLGARITA'


La TV urlata comincia ad irritare i
grandi sponsor pubblicitari che con le loro risorse sostengono
interamente Mediaset e per il 50% la Rai.
Abbiamo svolto la ricerca tra le principali associazioni di sponsor e di
pubblicitari sulla TV volgare.
Per l'associazione Unicom presieduta da Lorenzo Strona: ''In
questi giorni si sono visti eccessi e volgarita' poco in
sintonia con quanto accaduto alle Torri Gemelle. Cio' stride con
l'esigenza di una TV piu' composta, che dia si' spazio
all'evasione senza mai scadere nel cattivo gusto. Suggeriamo ai
network di abolire gli eccessi senza pero' compromettere una
legittima TV d'evasione necessaria per scaricare le tensioni che
si accumulano di questi tempi''.
No alla volgarita', si' alla TV d'evasione rassicurante e
familiare per Felice Lioy direttore dell'associazione Upa
(Utenti di Pubblicita' Associati): ''I numeri parlano chiaro -
afferma -: trasmissioni come 'Buona domenica' di Maurizio
Costanzo, 'Torno sabato' di Panariello, 'C'e' posta per te', 'Le
jene' con i loro record di ascolti testimoniano l'esigenza di
evasione e di divertimento da parte del pubblico. Sarebbe un
errore rinunciarvi anche perche' non e' possibile intasare i
network di sola informazione. Detto questo da sempre noi
diciamo: la volgarita' gratuita va bandita, ora piu' che mai''.
Abbiamo inoltre chiesto a 15 Centrali media (le
agenzie che acquistano spazi pubblicitari per conto degli
sponsor) se e' positivo accostare gli spot ai programmi troppo
volgari. Il 67% dei pianificatori pubblicitari ha risposto di
no, l'eccesso di volgarita' danneggia il prodotto pubblicizzato.
Ma gli sponsor si appellano affinche' si mantenga la TV
d'evasione: gli alti ascolti dimostrati da quelle trasmissioni
rivelano la loro efficacia televisiva e pubblicitaria. Anche gli
psicologi paventano l'abolizione del varieta', per il professor
Massimo Cicogna presidente di ''Help me'': ''Contribuirebbe una
simile scelta ad aumentare a dismisura la tensione gia' diffusa
nella societa' italiana''.