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Data: 11/01/2009
MILANO: DONNE
PROMUOVONO LA MORATTI, MA RIVOGLIONO SGARBI
A due anni e mezzo circa dal suo insediamento
sulla poltrona più importante di Palazzo Marino, le più giovani cittadine
milanesi promuovono (con riserva) Letizia Moratti. Al tempo stesso, però,
chiedono anche il ritorno in giunta del suo nemico giurato Vittorio Sgarbi,
ex titolare della delega alla cultura e attuale sindaco del borgo siculo di Salemi. E’ quanto emerge da uno studio qualitativo
condotto su un campione di 500 donne di età compresa tra i 18 e i 35 anni che
vivono a Milano. La Moratti, insomma, riscuote ampi consensi da
parte del gentil sesso. I motivi principali? Per ben il 54% l’approvazione
deriva proprio dal fatto di poter contare su un primo cittadino in gonnella
e, quindi, inevitabilmente sensibile alle problematiche delle donne. Il 17%,
poi, si lascia conquistare dalla tenacia della Moratti, mentre il 13% la
premia perché particolarmente attenta alle esigenze delle mamme. C’è,
inoltre, un 9% che la apprezza soprattutto perché costantemente attiva nel migliorare
la qualità della vita. Tutto positivo dunque? Non proprio. Il 54% delle
intervistate giudica “superficiale” la gestione del Comune sulla vicenda neve
sostenendo che si poteva fare molto di più. Due donne su tre ritengono che ad
essere penalizzate siano stata proprio le mamme. Le intervistate chiedono poi alla Moratti un
maggiore impegno della giunta su vari fronti. Innanzitutto una migliore
strutturazione e un potenziamento degli asili nido (26%) per venire sempre
più incontro alle famiglie economicamente in difficoltà; ma anche più parchi
e spazi verdi (21%), a beneficio di bambini e anziani. Promossa a pieni voti,
dal 57 %, l’attività degli eventi musicali e
sportivi realizzati a Milano e coadiuvati dall’assessore Giovanni Terzi.
Tuttavia, nonostante questo “plus”, il 18% chiede una maggior efficienza dei
trasporti pubblici ritenuti ancora carenti nel capoluogo lombardo. Per le
giovani interpellate c’è poi la richiesta di incremento della sicurezza
urbana (15%). Per il 9%, invece, sarebbe opportuno intensificare e
diversificare gli appuntamenti culturali. Analogamente c’è chi chiede
all’amministrazione di moltiplicare le iniziative destinate agli anziani (6%)
e ai bambini (3%). Il messaggio è chiaro: Molti, però, anche i giudizi positivi sulla
propria città. Ecco, quindi, che Milano viene promossa soprattutto per le
numerose e disparate attività destinate ad allietare il tempo libero. Ben il
28% delle donne ha espresso sincero apprezzamento per il variegato carnet di
iniziative messe in campo dall’assessore Giovanni Terzi: dai concerti in
piazza alle rassegne cinematografiche, musicali e teatrali, senza contare gli
appuntamenti in cartellone per l’estate e per le festività natalizie. Per il
23% va rimarcata la tutela delle pari opportunità, che a Milano sarebbero
preservate sia in ambito professionale che in altri campi; mentre il 18%
plaude al tenore di vita del capoluogo lombardo. Il 14% elogia il buon
livello delle scuole cittadine, mentre l’11% riconosce a Milano la capacità
di mantenere inalterato il suo prestigio internazionale. Per il 4% il suo
principale punto di forza è il ruolo leader ormai consolidato nei settori
della moda e del design. Chiude, infine, un 1% che, sorprendentemente,
ritiene la sanità uno dei must della città. Luci e ombre, dunque, si alternano in una
Milano che ambisce sempre più a ritagliarsi uno spazio di tutto rispetto nel
panorama mondiale. Ma a quale metropoli il mondo femminile vorrebbe che
Milano assomigliasse? Al vertice della classifica (33%) si piazza Berlino, da
cui il capoluogo lombardo dovrebbe mutuare la fusione tra cosmopolitismo e
capacità di farsi interprete delle tendenze del futuro. Il 27%, invece, crede
che Milano dovrebbe prendere esempio da Barcellona per la mirabile sintesi
tra la solidità del mondo lavorativo e l’abbondanza e la varietà delle
occasioni di divertimento. Per il 20% il modello supremo è Parigi, che
coniuga la bellezza architettonica con l’efficienza e l’elevato numero di
strutture ricettive atte ad accogliere i turisti. Chiudono la
top five le anglosassoni Londra (12%) e New York
(6%): la prima in quanto punto di riferimento in tutto il mondo per
autosufficienza ed efficienza; la seconda perché esempio insuperato di melting pot pacifico e
socialmente disciplinato. Per le donne milanesi, insomma, è possibile e
va incoraggiata un’operazione culturale di ampio respiro, che porti la città
a esaltare le proprie tipicità e i propri punti di forza e a imporli sulla
scena internazionale. Ecco, quindi, che, a sorpresa, il 54% del campione
sarebbe favorevole a un ritorno sulla scena politica cittadina dell’eclettico
Vittorio Sgarbi, magari con la stessa delega alla cultura, detenuta prima
della sua estromissione dalla giunta da parte del sindaco. A lui vengono
riconosciuti il carisma, la personalità e la carica innovativa necessari per
sprovincializzare definitivamente Milano e catapultarla in una dimensione
europea e non solo. Viceversa, il 42% delle intervistate si è detto contrario
a una simile eventualità, essendo convinto che la rissosità e
l’anticonformismo di Sgarbi, quando era assessore, abbiano fatto più male che
bene alla città.
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