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Data: 23/04/2006 TV: LE SUORE CONTRO I QUIZ MILIONARI, “ILLUDONO I BAMBINI”
Bocciati i “soldi facili” e reality, si allo sport, alla cultura e alla fiction Basta quiz miliardari che disorientano e danneggiano l'educazione dei bambini. Sì alla fiction, alla cultura in tv ma soprattutto allo sport quando è veicolo di valori positivi. No al miliardario Gerry Scotti che dispensa sogni fasulli, si alla pacatezza di Paola Ferrari, alla preparazione di Piero Angela e alla incisività di Lucia Annunziata. È una analisi dura di ciò che va in onda sul piccolo schermo quella delle suore italiane, impegnate a migliaia negli oratori a contatto continuo con i bambini e preoccupate per gli effetti che certe trasmissioni hanno sui più piccoli. Dallo studio condotto su un campione di 350 suore attive in 80 oratori sparsi per l'Italia emerge una sorta di ''pagella'' con promossi, bocciati e rimandati: nel dettaglio le religiose, sempre molto attente all'educazione dei minori, compresa quella che ricevono attraverso le numerose ore che i giovani passano davanti alla TV, bocciano soprattutto i quiz milionari (25%) che veicolano, agli occhi di un telespettatore indifeso o poco critico, una visione troppo materialista della realtà. E a ragione, visto che i dati Auditel come i bambini dai 4 ai 14 anni che seguono ogni giorno quiz in tv sono ben oltre 5 milioni! Se quiz deve essere, allora che abbia finalità culturali. Infatti, fra tutti ''Passaparola'' è tra i più apprezzati (13%). Per il resto, oltre a diseducativi, le suore li definiscono anche finti (16%), sconci per l'esibizione di corpi femminili (18%), ripetitivi (12%), nocivi per il linguaggio dei giovani (14%). Bocciati anche i numerosi reality show (23%), rei di non fornire ai telespettatori nessuno spunto di riflessione interiore ma solo la rincorsa a tutti i costi del successo, spesso effimero e frutto non di doti da affinare con lo studio o l'esercizio, ma di qualità come la bellezza che, al contrario, sfiorisce con il passare del tempo. Tra i programmi più seguiti dalle religiose le trasmissioni sportive (18%), che stimolano nei giovani valori positivi, come una sana competitività legata al rispetto di regole condivise, eccezion fatta per il wrestling che, oltre a stimolare un atteggiamento aggressivo nei telespettatori più piccoli, evita volutamente di sottolineare la ''finzione'' nascosta dietro le evoluzioni dei lottatori. Non tutte però. Le sorelle promuovono per esempio la ''Domenica Sportiva'' (26%) grazie alla presenza rassicurante di Paola Ferrari, gradita per non avere mai alzato i toni della sua trasmissione e per non avere mai pronunciato una sola parolaccia in tutta la sua carriera. Mentre Contropocampo viene preferito solo dal 15% delle suore, per i toni aspri di alcuni opinionisti. Opinione confermata anche dalle parole di Suor Paola D'Auria, una delle suore più note, che in televisione ha partecipato a diverse trasmissioni: “Come molti sanno ho una grande passione: il calcio. Quando gioca la mia squadra, la Lazio, per me non esiste nient'altro. In genere non guardo né show, né varietà e neanche i quiz, perché non mi sembra una cosa educativa regalare così tanti soldi. La televisione, per me, dovrebbe trattare con maggior enfasi quei temi e contenuti di carattere informativo che non seguono le logiche pubblicitarie ma che oggi sono relegati solo in alcuni programmi di cultura o di approfondimento.” Promosse dalle religiose anche le fiction (31%), opere che in molti casi andrebbero regalate a tutte le scuole per il loro valore didattico e per la capacità di descrivere in maniera approfondita le vicende e i personaggi più importanti della storia. Suor Rosalia, madre superiora dell'Ordine delle Pie discepole del Divin Maestro di Catania, conferma questa tendenza: “Ci ritroviamo spesso con le consorelle a guardare Don Matteo, una fiction divertente, che trasmette sani valori come l'amicizia e il senso della giustizia. Non ci piacciono, sinceramente, i programmi dove si vincono montepremi milionari, perché possono dare l'idea, soprattutto ai più giovani, che sia possibile guadagnare tanto, senza faticare.” Promosse, infine, anche la cultura (22%), soprattutto sotto forma di programmi di divulgazione scientifica, e l'informazione (12%), per i suoi approfondimenti sull'economia, sulla politica e sul sociale, ma rimandata perché spesso e a torto, cerca notizie cavalcando il sensazionalismo a scapito della privacy o dei diritti dei protagonisti. Dallo studio emergono poi anche i personaggi televisivi più amati dalle religiose, oltre a Paola Ferrari (prima tra le donjne con il 23% di rpeferenza): tra gli uomini svetta Piero Angela (38%), uno dei volti storici della TV italiana che con il suo 'Superquark' continua a catalizzare, istruendoli, numerosi telespettatori affascinati dalla sua grande preparazione culturale e dal modo pacato di divulgare i segreti della storia e delle scienze. Segue Roberto Giacobbo conduttore di 'Voyager' (29%). Seconda tra le donne si piazza Lorena Bianchetti (18%) ma per i suoi programmi religiosi e non quelli d'intrattenimento. Fra le donne piace anche Monica Maggioni (16%) per sobrietà, promozione e pacatezza. Ma a sorpresa si piazza quarta nella quota rosa Lucia Annunziata (14%), forse non a caso soprannominata ''badessa'', giudicata giornalista ''di parte'' ma non per questo non obiettiva. Interessante scoprire che una suora su due vorrebbe il ritorno di Paolo Limiti in video, giudicato rassicurante e ottimo storico della cultura popolare. Dallo studio infine emergono anche i momenti della giornata che le religiose dedicano alla TV: il momento preferito (dal 34% delle intervistate) è subito dopo pranzo, seguito dal pomeriggio inoltrato (25%). Le altre preferenze (17%) sono per il prime time, e durante il mattino (13%) quando libero da impegni. Poche le suore, infine (8%), che guardano la tv la sera tardi, preferendo andare a letto presto per essere svegliarsi prima la mattina. Sport permettendo. Ma dallo studio arriva anche una indicazione ai nuovi decisori politici. Chi si appella ai valori, secondo la totalità del campione, deve liberare il pomeriggio da sconcezze, scurrilità e falsità canalizzate dalla tv. Si quindi si a Michele Cucuzza e programmi gossip stile Verissimo, ma ripuliti di volgarità, donne nude, pettegolezzi gratuiti. Anzi, due suore su tre pensano che Cucuzza migliorerebbe il suo standard professionale tornando a condurre un tg.
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