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Data:
30/03/2004
LA TV DEVE GUADAGNARSI LA FIDUCIA DEL PUBBLICO
Par condicio televisiva tutto l'anno tra reality show e programmi di servizio. E' quanto chiedono gli sponsor pubblicitari stando ad una ricerca condotta su 100 tra gli inserzionisti top, gli operatori dei centri media e i pubblicitari italiani.
Per il 73% degli intervistati, praticamente un plebiscito, è auspicabile una pari distribuzione tra il tempo dedicato dai network ai reality show (5 mesi, 6 giorni , 17 ore e 40 minuti circa all'anno) e quello ritagliato per i programmi di servizio (ad oggi, solo 2 mesi, 14 giorni, 12 ore e 20 minuti all'anno).
La tv di servizio, da Uno Mattina a Mi Manda Raitre, da Report a Striscia la Notizia, ha il merito, secondo gli sponsor e gli operatori pubblicitari, di riavvicinare il pubblico alla televisione, colmando il vuoto di fiducia che negli ultimi tempi si era creata. I casi limite denunciati ad esempio da Striscia la Notizia, come quello di Wanna Marchi, hanno indotto anche la politica ad agire. L'on Giulietti (DS) ad esempio ha presentato il 7 febbraio 2002 una proposta di legge che modifica l'articolo 7 del decreto legislativo del 25 gennaio 1992, n° 74, tramite emendamenti che penalizzano con sanzioni e persino l'arresto i messaggi pubblicitari ingannevoli diffusi attraverso i mezzi di comunicazione.
Non solo, per la Legge Gasparri, (art.2, sezioni a e h) sarà considerato "servizio pubblico generale radiotelevisivo" il pubblico servizio esercitato su concessione nel settore radiotelevisivo mediante la complessiva programmazione, anche non informativa, della società concessionaria. In parole povere, non solo Rai, ma anche Mediaset sarà considerata tale.
"La tv di servizio fa parte di quel filone che nasce dalla consapevolezza diffusa che qualcosa non funziona, che esistono sistematiche distorsioni della giustizia, della lealtà o delle norme. - spiega Felice Lioy, direttore generale dell'UPA (Utenti Pubblicità Associati) - E funziona proprio perché nasce dal riconoscimento reciproco del sopruso in cui, spesso e volentieri, lo spettatore si immedesima provando una sorta di empatia".
Autorevolezza, un risaldato rapporto di fiducia tra tv (pubblicità compresa) e spettatori, un rinnovato gusto del racconto dei problemi reali delle persone: queste le caratteristiche fondamentali che rendono appetibili i programmi di servizio al mondo pubblicitario. Prosegue infatti Lioy: "il vantaggio è che gli spettatori sono consumatori come anche i protagonisti, diretti o indiretti, della Tv di sevizio e sono, spesso e volentieri persone comuni".
E' d'accordo con lui Edgardo Bianco, presidente dell'agenzia DWA e dell'Osservatorio internazionale della pubblicità Globaleyes: "credo che il successo del filone legato alla "Tv di servizio" sia una delle tante testimonianze delle innumerevoli contraddizioni di cui l'Italia è piena perché, al contrario dei reality show, trasmissioni come Report, come Mi manda RaiTre, ma anche le Iene ed altri, sono la dimostrazione che si può fare televisione "civica", cioè che ha come obiettivo quello di far emergere e risolvere problemi dei cittadini, ed ottenere buoni ascolti".
Dai pubblicitari dunque una risposta concreta allo strapotere dei reality show, che a volte ha logorato il rapporto tra tv e pubblicità. Come nel recente caso di Bisturi, la trasmissione di Italia 1 condotta da Irene Pivetti e Platinette, che ha visto il boicottaggio di 15 aziende investitrici.
I centri media, d'altronde, vale a dire quelle aziende che decidono come e dove pianificare le campagne pubblicitarie, prevedono una saturazione del fenomeno reality show. Così Isabella Rota, amministratore delegato di OMD, uno dei maggiori centri media: "anche se non si è ancora verificato i segnali ci sono per un cedimento. Il trend degli ascolti è decrescente. I fatti: il Grande Fratello va bene ma ha perso qualcosa rispetto all'anno scorso, L'Isola dei Famosi ha ottenuto ottimi risultati anche grazie al carisma della conduzione e La Talpa non sta andando bene".
"Mi manda Raitre" e "Colpo di Scena" i programmi più credibili
Ma quali sono i programmi più e quelli meno credibili per chi la televisione in qualche modo la fa? Al primo posto Uno Mattina (in particolare la nuova striscia quotidiana Colpo di Scena) a pari merito con lo storico Mi Manda Raitre con il 17% delle preferenze, per il loro carattere squisitamente di denuncia dei disservizi e delle truffe. Seguono, le inchieste di alto giornalismo di Report (16%), le denunce in salsa ironica di Striscia la Notizia (15%) e l'angelo custode dei meno fortunati, Chi l'ha visto (12%) e le inchieste delle Iene.
Fanalini di coda, naturalmente, i reality show che si accaparrano tra il 7% e il 3% di indice di credibilità, nonostante i fondamentali picchi di ascolti che questi assicurano. Le trasmissioni? Grande Fratello, La talpa, l'Isola dei Famosi, Sogni e Stranamore.
Infine, segnalazioni di truffe (36%) e informazioni e verifiche di qualità dei prodotti di uso comune (28%) sono i temi maggiormente auspicati dagli sponsor. Seguono: le indicazioni per come dipanare le matasse della burocrazia (16%), i servizi dedicati a mostrare "l'altra faccia" del servizio pubblico (9%) e le informazioni sul mondo del lavoro (5%).

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