Data:   30/12/2003


TV, PER I SACERDOTI ITALIANI TROPPO VOLGARE E AUDIENCE DIPENDENTE

I sacerdoti bocciano la tv, pubblica e commerciale, per i troppi nudi e la violenza, in particolare nelle fasce orarie che dovrebbero essere protette, e perché fa poco per propagandare l'impegno sociale e narrare le vicende degli svantaggiati.
E' questo il parere del campione di 200 sacerdoti italiani preso in esame. L'88% dei religiosi intervistati ritene che la tv italiana ''esibisce troppe pretestuose nudità"; per il 65% di loro Mediaset e Rai ''ricorrono troppo alla trasmissione di film e cartoni violenti durante orari accessibili ai minori"; per il 55% le tv pubbliche e private ''fanno poco per propagandare l'impegno sociale e narrare le vicende degli svantaggiati". Per il 43% dei sacerdoti intervistati, infine, la cattiva qualità è colpa dell'auditel.

I sacerdoti prediligono l'informazione (38%), i programmi di approfondimento (23%) e, a sorpresa, lo sport (18%).
Per quanto riguarda l'informazione tv, il Tg3 è il telegiornale preferito (32%) in virtù della sua ''attenzione per gli extracomunitari". Segue il Tg1 per lo ''spazio dato alle opere della Chiesa" (25%).
Tra i conduttori di trasmissioni di approfondimento, il preferito risulta essere Bruno Vespa (34%) per "il grande spazio dato a temi religiosi"; molto gradito anche Marco Berry (23%), conduttore de "Gli invisibili", il programma di Italia 1 che racconta le vite dei 'barboni'; terzo Antonio Socci (21%) per il ''coraggio con cui affronta i problemi religiosi" in Excalibur.
Fra i conduttori di varietà la preferita è Simona Ventura, giudicata ''capace e ironica" nel 34% dei casi, anche se i religiosi hanno bocciato come volgare l'Isola dei famosi (22%). Secondo è Paolo Bonolis (32%), anche se il 56% dei sacerdoti lo invita ad evitare ogni forma di nudità nei suoi programmi.

Ma che rapporto hanno i "preti famosi" della nostra penisola, quelli in prima linea, catalizzatori di opinioni, con la televisione?
Don Felice Riva promuove La vita in diretta che consente ''ai ragazzi che non leggono i giornali di essere informati"; Don Antonio Mazzi, pur apprezzando Bonolis, si definisce un fan di Striscia la notizia, "un'ottima forma di satira sociale fatta con buon gusto"; per il Cardinale Ersilio Tonini, che promuove Paola Ferrari, ''si è affermata l'abitudine di far presentare i campioni da ragazzette spogliate, con domande piene di doppi sensi. Almeno lo sport andrebbe lasciato pulito". Ma è poi lo stesso Cardinal Tonini ad affermare che ''non tutto è da bocciare: la tv fa uscire dall'isolamento e dal privatismo, fa si che l'opinione pubblica diventi arbitro del potere politico, anche se talvolta viene strumentalizzata". C'è chi poi, come Padre Giovanni d'Ercole, non boccia neppure i reality show: ''rappresentano uno sforzo di avvicinarsi il più possibile alla realtà, di rompere la stanca programmazione degli ultimi anni".